Favo trappola per abbattere l’infestazione di varroa.

Tecnica per tenere a bada la varroa, efficacissima e semplice.


La varroa, come ben sapete, cresce demograficamente a livello esponenziale. Questo significa che un minimo tasso d’infestazione in una stagione dove non c’è stato il blocco invernale di covata e dove le api hanno cominciato in anticipo lo sviluppo primaverile, la situazione a giugno più cominciare ad essere preoccupante.

Per capire meglio, vi consiglio questo simulatore del tasso d’infestazione della varroa http://karlsaam.de/my-scripts/VarroaSimulationGUI.html .

All’inizio può sembrare macchinoso e complicato, ma se ci giocate un pochino, riuscite a capire come funziona e potete simulare diversi scenari, compresi trattamenti, con i relativi tassi di mortalità.

In poche parole se ad agosto utilizziamo un prodotto che abbatte il 60% della varroa e in inverno facciamo un gocciolato o sublimato ma non c’è stato il blocco naturale della covata, ci ritroviamo a giugno-luglio con un tasso d’infestazione veramente rilevante.

Non voglio creare allarmismi infondati, ma quest’anno (2019) abbiamo avuto tutti gli elementi a favore della varroa, a cominciare dall’inverno scorso, alla siccità latente e periodi prolungati in assenza di scorte o con poco raccolto, che rendono le api esposte alle malattie che la popolazione di acari riesce a trasmettere anche se non ha raggiunto la quantità letale.

Noi apicoltori, per fortuna, abbiamo degli strumenti e tecniche che ci costano solo un po’ di tempo. Una di queste, la mia preferita perché porta alcuni vantaggi, è l’asportazione di covata maschile programmata.

L’asportazione di covata maschile programmata, nelle annate buone, può risultare superflua, ma nelle stagioni dove la varroa è avanti rispetto la classica routine stagionale, vi salva letteralmente le api. Nel vero senso della parola!

É semplicissimo, basta inserire un telaino vuoto o un telaino costruito di melario e aspettare che le api costruiscano il favo (nel caso del telaino costruito da melario, il favo lo costruiscono sotto il listello inferiore) , aspettare che ci sia covata maschile opercolata e asportare tutto il favo.

Cosa faremo con quei favi ve lo spiego tra poco, intanto voglio aprire una piccola lista dei punti salienti sul ciclo di sviluppo della varroa in rapporto al favo trappola.

  • Inserimento del favo da nido vuoto o del telaio da melario
  • tempo materiale per farlo costruire per intero (variabile)
  • la regina depone le uova nelle celle maschili
  • giorno 8-9 , la varroa entra nella cella e comincia a nutrirsi della prepupa di fuco
  • giorno 11 la cella viene opercolata
  • dopo 60 ore comincia a deporre la prima generazione e poi continua a intervalli di 30 ore
  • le uova passano allo stato di protoninfa e deutoninfa nutrendosi dell’ape e infettandola con patogeni
  • dopo 5-6 giorni abbiamo un acaro maschio maturo, 7-8 per le femmine di varroa
  • gli acari si accoppiano fino allo sfarfallamento del fuco (giorno 24)
  • quelli maturi escono e quelli in fase di sviluppo rimangono ancora nella cella per un po’.

Nel caso specifico del fuco, rispetto al ciclo di sviluppo con l’ape operaia, la varroa oltre ad avere un tasso di sopravvivenza superiore, riesce a riprodurre più individui e per questo motivo, c’è un range temporale in cui gli acari sono fortemente attratti dalla covata maschile in fase di opercolatura, dura poche ore ma gli acari partono all’arrembaggio.

Ora capite perché è così efficace asportare la covata maschile?

Ora coscienti di ciò che accade , spero che abbiate cambiato punto di vista sulla situazione:

le api non sono minacciate da un parassita, gli apicoltori possono finire per strada a chiedere l’elemosina per colpa di un acaro che tra una sbornia di emolinfa e l’altra, si bomba la madre.

Capito il dilemma?

Adesso basta con le chiacchiere! Passiamo ai fatti!

Una volta che abbiamo asportato l’intero favo a fuco opercolato con tutta quella varroa si reinserisce il favo trappola e si ricomincia il procedimento da capo.

Nel frattempo, ci stiamo portando a casa un bel po’ di favi strapieni di varroa, se non ci credete, provate a strappare una favo come se fosse una pagnotta e ammirate quei puntini rossi che camminano sul bianco luccicante.

Ora c’è solo una cosa da fare, buttare quei favi dentro una sceratrice e fare dei splendidi panetti di cera vergine.

Applicato su larga scala, l’asportazione regolare di favi del genere, può donarci parecchia cera da far lavorare. Se lavorate puliti, potrebbe anche essere analizzata e poi certificata per il bio.

Per ottenere più cera possibile, dobbiamo raccogliere i favi, non appena opercolati e prima che le pupe maturino.

Ora che avrete a che fare ogni 2 settimane circa, con la raccolta della cera, sarebbe una buona idea, trovare uno stanzino o un area decente per lo stoccaggio della cera.

La cera andrebbe fusa la sera o la mattina presto e tutto rimesso apposto al chiuso, per evitare nuvole di api curiose.

Se non avete investimenti seri in programma, potete attrezzare uno stanzino con una sceratrice a vapore, preferibilmente elettrica ed una cappa d’aspirazione per i vapori, oppure un fornello da cucina professionale con cappa annessa, se ne trovano di usate a prezzi veramente bassi e potete utilizzare l’area anche per fare marmellate , conserve, saponi e tutte quelle cose per la quale vostra moglie potrebbe uccidervi se lo fate con i fornelli di casa.

Se l’articolo vi è piaciuto, lasciate un commento e condividete.

AVVERTENZA : non fate MAI sfarfallare la covata dei favi trappola, altrimenti vi ritroverete con un quantità tripla di varroa, rispetto aver lasciato un favo qualunque.

AnonimoApicoltore

17 thoughts on “Favo trappola per abbattere l’infestazione di varroa.

  1. Ottimo anonimus ma migliorabile, non l’articolo ma la tecnica. Già sai che sono a favore del t.i.t.3 per più di un motivo. Dovrò migliorare la discussione a riguardo.
    L.

  2. Buonasera anonimo sono molto utili i tuoi consigli io lo messo la settimana scorsa con favo da melario e mi hanno costruito al di sotto dopo una settimana adesso vado a vederle la prossima settimana quando vado a fare ispezioni per vedere se hanno costruite bozzolo per le Reggina grazie dei consigli

  3. Anonimo un altra domanda su una arnia molto forte con sopra già due melari il favo trappola non è stato per niente costruito anzi hanno rosicchiato la cera come mai però le api stanno in ottima salute vorrei una risposta grazie

    1. Se non costruiscono c’é qualcosa che non va. O stanno per sciamare oppure proprio non c’é raccolto. Poi pure le temperature. In base alla forma del favo che hanno fatto posso decidere anche di non visitare la cassa.

  4. Anonimo lo controllata la cassa celle reali 0 solo qualche cupolino con papoa reale e lo tolto li controllo ogni 7 giorni come hai detto tu raccolto in abbondanza però non hanno nessun segno di non stare bene e stanno anche al melario ne hanno due

  5. Ciao Anonimo, grazie per l’articolo sei sempre molto puntuale nei tuoi articoli, domanda : si sà in quale proporzione a quella presente nell’alveare la varroa si fionda nelle celle da fuco?? un saluto e grazie….Maury

    1. ce se ne fonda veramente una grossa quantità perchè riescono a riprodursi molto di più.

      uno studio del 95 di W. Boot cita – Varroa mites invaded drone cells 11.6 times more frequently-

      dice che le celle da fuco sono invase 11.6 volte più frequentemente.

  6. Ciao anonimo, io uso il tit3 comunque non so cosa fare della covata da fuco che asporto. Mi intasa la ceratrice solare; quella a vapore emana un odore da cadavere e non so dove buttare i cadaveri. Hai qualche suggerimento?
    Sul favo intero secondo me perdi la corona di miele in alto e poi la costruzione del favo e relativa covata è scalare, quindi quando togliere? Nel tit3 essendo più ristretto il favo da asportare è più compatto ed omogeneo. Ciao

    1. Dopo una settimana lo trovi costruito per intero e quella dopo, in genere, già si può asportare.
      questi favi vanno fusi subito, altrimenti puzzano di urina e brodetto.
      nella sceratrice a vapore e bollendoli, si ottiene parecchia cera senza problemi, e le larve puoi darle agli uccelli.

  7. Anonimo controllo la cassa ogni 7 giorni per evitare sciamature come mi hai detto il raccolto e in abbondanza e le api stanno in ottima forma quando lo aperte per vedere il telaino trappola non era costruito ed era tutta rosicchiato la cera però ho trovato due celle con pappa reale forse è per questo motivo che non hanno costruito mi potete aggiornare su questa cosa grazie accetto consigli

  8. Ciao anonimo, due chiarimenti su questa tecnica:
    1 Il favo trappola lo si mette tra covata e scorte come un foglio cereo?
    2 Come dici tu in annate come questa è un’ottima arma per il controllo della varroa. Il problema è che da me ora a importazione siamo a zero, non penso che sarebbero in grado di costruire un favo trappola. Quindi lo consideri un metodo valido solo in presenza di un minimo di importazione immagino, in situazioni di maltempo prolungato dovrò pensare ad altro

  9. ciao pensodi si che il tel trappola vada fra l’ultimo di covata e le scorte, se non c’è importazione lo costruiranno poco c’è poco da farci. se uno lavora a nido ristretto invece il tel trappola lo si mette in fondo all’ultimo di covata prima del diaframma?

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