La soluzione definitiva e permanente contro i gruccioni

la soluzione definitiva e permanente contro i gruccioni


Il gruccione è veramente una minaccia per l’apicoltura?

Se c’è una cosa che da fastidio agli apicoltori, dopo la varroa , il reddito incerto e gli apicoltori che scappano con i vostri soldi nei paesi dell’est, sono i gruccioni!

A mio avviso, questo odio, verso questa splendida razza di uccelli, è insensato.

Sono facilmente riconoscibili per il loro piumaggio colorato con sfumature molto diverse tra loro.

É un capolavoro della natura, nonché specie protetta a rischio di estinzione.

Tendenzialmente arrivano in Italia tra aprile e maggio, occupano le pianure e le colline, preferibilmente lungo i fiumi.

Perché è tanto odiato da alcuni apicoltori?

Non è un insettivoro comune che si mangia solo qualche zanzara o altri insetti volanti comuni, il gruccione è specialista nella caccia alle api, bombi e compagnia bella .

Un gruccione in forma , che ci sa fare, può cibarsi di circa 300 api in un giorno.

É veramente una minaccia per gli apicoltori?

No, non è una minaccia per gli apicoltori, semmai per qualche operaia o regina in volo che si trova nella zona di caccia.

Como ho già accennato, predilige zone di pianura e collina e dovendo recuperare le forze del viaggio di andata, dalle zone sub-sahariane fino a casa nostra, arriva in un periodo dove il regno degli insetti alati ha appena cominciato a moltiplicarsi, mentre gli alveari sono già da un pezzo al massimo splendore. Ecco perché si accaniscono con i nostri apiari, sempre se li trovano o se i loro predatori naturali sono assenti.

Cosa fare contro i gruccioni?

Contro i gruccioni c’è poco da fare, gli apicoltori in genere tendono a risolvere il problema con metodi poco etici, non pensando che pure il gruccione è una specie protetta e va salvaguardata.

Il problema sostanziale è che i gruccioni , sono abilissimi cacciatori e riescono a mangiare grosse quantità di api in poco tempo, perché in una condizione normale, approfittano di brevi periodi di assenza dei loro predatori naturali.

Infatti , in zone dove ci sono nidi di poiane e compagnia bella, i gruccioni non sono per nulla una minaccia.

Quale sarebbe la soluzione ideale?

La soluzione ideale sarebbe quella di pensare alla razzia incessante dei gruccioni come una conseguenza dello squilibrio creato dall’uomo nei confronti della natura. Ci siamo intromessi con arroganza nella catena alimentare rispondendo ad uno squilibrio con ulteriori squilibri.

Dobbiamo impegnarci a creare ambienti favorevoli per lo sviluppo dei rapaci delle nostre zone e delle loro prede naturali. Cercate se nella vostra zona ci sono enti naturalisti che si occupano della rimessa in libertà di rapaci salvati e valutate con loro se è fattibile la rimessa in libertà di qualche rapace diurno presso i vostri apiari stanziali.

Le soluzioni illegali o inutili:

  • Sparare ai gruccioni
  • Dissuasori acustici : quelli con versi di aiuto mettono in allerta pure le api, impedendone l’uscita; quelli a ultrasuoni, sono inefficaci e rompono le scatole a tutti gli animali.
  • Aquiloni o statue a forma di falco: le statue sono statiche e i gruccioni se ne accorgono subito, mentre gli aquiloni, oltre ad essere poco realistici, dovrebbero volare ad altezze impossibili per avere effetto

avrei potuto prendervi in giro, pubblicando link di dissuasori sonori ed aquiloni di falco pellegrino,

invece vi linko questo libro che pure se non centra con i gruccioni, può aiutare a fare qualcosa per i rapaci notturni. Anche loro se la passano male e hanno bisogno dell’aiuto di persone sensibili come noi apicoltori.

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AnonimoApicoltore

4 thoughts on “La soluzione definitiva e permanente contro i gruccioni

  1. Bellissimo articolo ricordiamoci che i gruccioni si cibano anche di vespe calabroni vespe vellutine che non sono certamente amiche delle api e comunque fanno parte anche loro di madre natura viva i gruccioni le api ed il WWF

  2. Buonasera, a me il gufo finto con ali mobili sta funzionando parzialmente.I gruccioni si allontanano di qualche centinaio di metri ma restano nei paraggi.Facendo i conti 300 api al giorno per 4 o 5 pulli in fase di crescita fanno 1200 1500 api più altre 600 per i genitori penso che non sia così indolore per una cassa.

  3. Sull’Appennino Pistoiese il problema si rivolge alle cornacchie che riescono ad infastidire anche attaccandole, le poiane e i falchi pellegrini molto utili per il controllo dei roditori come topi, arvicole, talpe o ghiri, dei mammiferi molto dannosi…
    L.

  4. ben detto, poi se non predano difronte alle arnie se le pappano a 200 mt piu’ giu..occhio non vede…posto questo sensato e bell’articolo tratto da fb fatto da un ornitologo penso, Mirco Masselli:
    Ciao a tutti, stanno per arrivare i gruccioni in Italia, splendidi uccelli che implementano la loro dieta con gli imenotteri. Ricordiamoci che tutti gli studi condotti anche nei peggiori dei casi (medio oriente) ci dicono che la predazione è SEMPRE sostenibile per le apicolture. Ricordiamoci che si cibano di imenotteri quindi anche tantissimi vespidi (calabroni, etc.), che la predazione di un solo calabrone nei pressi di un apiario, significa molte api salve, che un gruccione può cibarsi al massimo di 100-140 imenotteri (imenotteri, non api) al giorno, durante la riproduzione. Il picco della migrazione in Italia è la prima settimana di maggio. Ricordiamoci di chiedere a esperti in zona (ornitologi, birdwatchers) se ci sono colonie di nidificanti (giugno/luglio) a meno di 5km dagli apiari. Ricordiamoci che sono uccelli protetti, che la morte di un gruccione che sta passando significa generare un problema nel suo sito di riproduzione, anche molto lontano da qui. I problemi più grossi, sembra (non ci sono ancora studi che lo evidenzino) è per gli allevamenti di regine, in quanto la predazione, ovviamente, si svolgerebbe sulle molte regine disponibili e sui fuchi. Non è sbagliato magari pensare di sospendere nei giorni della prima settimana di maggio (per l’italia intera) o durante il picco locale (es. qualche giorno prima nel meridione). Ricordiamoci che durante giorni ventosi e piovosi molti insetti volanti non si spostano: significa che la predazione sarebbe più elevata sulle api domestiche, che invece continuerebbero a bottinare. Ricordiamoci che il Gruccione svolge una selezione, significa che molte delle api predate sono le più anziane, il ricambio giornaliero di una sola arnia è di 1000 e anche 2000 api. Uno studio spagnolo (Opo, 2018) spiega come nascondere ai gruccioni in transito gli apiari: reti larghe di plastica verticali attorno all’apiario, ombreggiante come tetto e abbondanti abbeveratoi all’interno dell’apiario: molte api si spostano solo per rifornirsi di acqua. Gli studi dicono che gli apiari devono essere grandi per rendere sostenibile la predazione sui fuchi in giugno e luglio. Anche se non suffragato da studi, io sono abbastanza convinto che se l’apiario viene scomposto ad esempio sui 4 angoli del terreno da bottinare la “nuvola” di api vicino all’apiario sarebbe suddivisa in 4: uno stormo in migrazione si apre a ventaglio ma tuttavia ogni uccello mantiene il contatto con lo stormo senza allontanarsi troppo, inoltre un uccello selvatico non si nutre mai inutilmente per via dell’abbondanza di cibo. Il cibo ingerito è sempre e solo funzione del sostentamento corretto, dell’energia da immagazzinare per la migrazione ancora da compiere e come fonte di cibo per i pulli nel nido. Concludo citando uno studio spagnolo che spiega come il gruccione sia classificato come “environmental engeneer” in quanto una colonia di gruccione in terreni aridi è in grado di riattivare la biodiversità per diversi motivi (le cavità nido aumentano la permeabilità dell’acqua piovana, sono futuri nidi e tane per molti vertebrati e invertebrati, le deiezioni sono cibo per invertebrati e fertilizzano). Buon lavoro.

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