ECONOMIA CIRCOLARE APISTICA


Oramai sempre piu’ si sentono discorsi sulle devastazioni a vari livelli del nostro ecosistema e del nostro pianeta! Mega pipponi che ci fanno sentire in colpa per qualche frazione di secondo..fino il prossimo spot dell’ultimo suv tecnologico. Oramai questi discorsi sono all’appannaggio di tutti ma, trovano un certo appeal specie sulle nuove generazioni che per una serie di ragioni, tra le quali forse il fatto di doversi sorbire la fase calante del nostro sistema economico, il precariato etc; non ci sta a vivere pure in contesti discarica , o forse semplicemente perché hanno una visione diversa e piu’ sensibile dei predecessori. Cmq il fatto sta che tutti piano piano stiamo interessandoci al pianeta, l’unico che abbiamo fra l’altro e, se da un lato le azioni concrete non sono mai abbastanza dall’altro ci sono  personaggi buffi  che si vestono di tutto punto con scafandro e guanti per aprire casette colorate dal quale escono nuvole informi e roboanti di piccoli insetti pungenti! Si proprio gli apicoltori!!! Persone che rimangono folgorate da un favo ricoperto di api laboriose, attente al benessere di questo piccolo ma importante animale. Gli apicoltori in genere sono persone che amano la natura l’aria aperta, amano usare le mani, nel senso di aggeggi arsi per costruirsi il necessario per accudire le loro api inventare sperimentare e spingendo l’arte del fai da te all’estremo. Gli  apicoltori sensibili, ingegnosi, laboriosi sono secondo me sprecati per fare una solo attività, nel senso che le doti o qualità che si hanno o che si sono maturate accudendo degli alveari possono aiutare nello svolgimento quotidiano di 1000 altre attività o situazioni con successo vista la estrema  dinamicità che viene richiesta gestendo alveari…vogliamo fare i “ganzi”: problem solving! Quante volte ci siamo dimenticati un attrezzo in laboratorio mentre ce ne accorgiamo solo dopo all’apiario distante 20 km…o quante decisione dobbiamo prendere rapidamente , e si le nostre apine ci mettono spesso alla prova!  Le api hanno su di me un potere calmante, e solo il fatto di osservarle mi fa stare in pace; e nonostante il continuo studio, la continua ricerca e confronto con i colleghi e le prove in campo, è una attività che entusiasma e riempie. E’ cosi che fra un video su you tube di un tipo simpatico con la maschera che ti spiega come mettere il push up alle api ed un manuale del Pistoia, unito a mille altri input e vaneggiamenti onirici, capisci che è ora di fare qualcosa  a partire magari dalle tue passioni, attività o semplicemente hobby.  Da qui decido con un mio amico collega collazionatore di pizzichi, falegname e apicoltore, anche lui già a buon punto nella fase di sensibilizzazione green planetaria, di ridare una seconda chance a quei telai ormai vecchi e un po’ storti senza filo o a quella vecchia arnia buttata da una parte. Ecco che partono a ruota progetti mentali: con i telaini e una stecca di recupero eccoti il favo trappola per la lotta alla varroa, con la cassa invece’ ci possiamo forse fare una bella sceratrice solare!!?!!!! Ma si ne ho una proprio  simile fatta dal nonno anche lui in fissa con le api anni fa, mi dice Niccolo’! e allora via che si parte con le serate in apistiche in falegnameria, per svernare le fredde serate noiose, fra una birra musica di sottofondo e tante chiacchiere (….il vetro poi va nella campana della differenziata mi  raccomando!) a costruire coprifavi per i nuclei o ad inchiodare la sceratrice solare..che non dimentichiamoci, al negozio costa un botto! E quindi via, si taglia qualche tavola di recupero e si pensa alle migliorie da poter fare, e già si è proiettati alla prossima stagione, per le prove in campo!

Niente di che, ma alla fine tutto questo discorso per dire che abbiamo deciso di recuperare la nostra cera, farla lavorare quando sarà un quantitativo sufficiente, e … via per il benessere delle api, ma anche del pianeta, perché non vi dimenticate tutto è collegato, e come disse  mi pare il Sor Galileo, mi pare: non si puo’ cogliere un fiore senza che si turbi una stella….magari puo’ sembrare esagerato, ma se ci pensiamo bene è una grande verità.

Quindi  mettiamocela tutta per le api in primis, con tanta voglia di scoprire, provare conoscere e usiamo la testa, senza paura di sbagliare, perché sono  le api ci sopportano a noi, e a meno di cazzate madornali sanno quello che fanno e ci stupiscono sempre!

Buona stagione  apistica a tutti!

Pungiglione 79

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