BLOCCO DI COVATA, IL RE DEI TRATTAMENTI

l blocco di covata con il successivo gocciolamento di acido ossalico, viene ancora chiamato erroneamente trattamento tampone, ma è un trattamento completo e distrugge + del 90% della varroa foretica, che al momento degli sblocchi delle regine è li, a farsi il segno della croce.


Ormai sul blocco di covata non c’è tanto da spiegare, in pochi anni, siamo passati da averlo come trattamento non consentito ad averlo come trattamento base da insegnare anche ai principianti.

Io faccio parte della generazione che praticava “illegalmente” un trattamento biologico e allo stesso tempo economico.

Ricordo i convegni in cui lottavamo per farcelo approvare come trattamento consentito, perché economico, efficace e a basso impatto per cera , miele e api.

Ora non commento su come è andata a finire la storia, perché sapete tutti, hanno approvato solo un prodotto commerciale con un ricarico non proporzionato al valore delle materie prime.

Chiusa questa parentesi, il trattamento più efficace contro la varroa che possiamo utilizzare in estate da nord a sud è l’acido ossalico, previo blocco di covata.

Praticamente gli apicoltori, erano 10-15 anni che ricorrevano alla formula 5×5 , andando ogni 5 giorni in apiario a fare lo spruzzato, telaino per telaino. Il motivo principale era che bisognava coprire almeno un ciclo intero di covata con i trattamenti per avere un carico di varroa residuale minimo, per farle arrivare al blocco naturale di covata in inverno. il blocco di covata si presentò come una validissima soluzione a tutte le carenze della formula 5×5, rivelandosi qualcosa di più di un semplice trattamento tampone.

Il blocco di covata con il successivo gocciolamento di acido ossalico, viene ancora chiamato erroneamente trattamento tampone, ma è un trattamento completo e distrugge + del 90% della varroa foretica, che al momento degli sblocchi delle regine è li, a farsi il segno della croce.

La tecnica è semplice e i materiali sono economici, l’unico scotto è che agli inizi , ci vuole parecchio tempo per farlo con velocità.

Per questo ringrazio il periodo trascorso presso 2 aziende biologiche della Toscana, perché ingabbiando centinaia di regine, ho acquisito una certa “manetta” a fare i blocchi.

gabbietta cinese blocco di covata
gabbietta cinese per blocco di covata

Quale gabbia utilizzare

in commercio ci sono svariati tipi di trappola da utilizzare per ingabbiare le regine, io ne ho usate di svariati tipi, me ne sono auto-costruite altrettante e sono giunto alla conclusione che la gabbietta in bamboo cinese, è la scelta migliore sia per gli apicoltori piccoli che per quelli commerciali.

Le percentuali di successo sono le medesime, come anche le regine decedute.

Una percentuale di regine schiatteranno comunque, che usiate la gabbietta cinese o un telaino intero, ma ci sono alcuni accorgimenti da utilizzare per evitare le perdite.

  • Le regine al terzo anno, non andrebbero ingabbiate
  • posizionate la gabbietta in una nicchietta un paio di dita sotto l’arco di scorte,ricavata con la leva, senza forare il favo da parte a parte, ma solo una facciata
  • prendete le regine delicatamente per le ali e inseritele senza toccarle o farle urtare il corpo
  • non utilizzare i guantoni da apicoltori, ma a mani nude o al massimo con guanti in lattice, sarete più delicati

FASE 1: RICERCA DELLA REGINA E INGABBIAMENTO

la ricerca della regina è la parte più faticosa di tutto il procedimento, se fatto male, può farci perdere parecchio tempo.

Ecco a voi un metodo velocissimo per trovarla:

  1. sollevate il primo telaino, date uno sguardo di qualche secondo cercando di vederla a primo colpo
  2. se non l’avete trovata, prendete il telaino e poggiatelo per terra, contro il supporto delle arnie, sul lato più corto in modo che rimane in piedi
  3. fate lo stesso con gli altri favi e metteteli sempre poggiati in verticale, dal lato piccolo, uno dopo l’altro.
  4. Di media, avete già trovato la regina
  5. se avete finito i favi e ancora non la trovate, affumicate i lati di questo mazzo di favi e toccando i telaini dalla parte alta del mazzo, sfogliateli come un libro, eccola che già la vedo!
  6. se non l’avete trovata, risfogliate con calma e poi cercate nelle pareti interne dell’arnia, eccola , quella str… !

Solitamente si riesce a individuarla dopo aver alzato la metà dei favi e difficilmente si arriva a dover sfogliare i favi poggiati per terra, fatto sta se proprio non la trovate, conviene andare avanti e segnarsi la cassa dove la regina è latitante, per fargli 3-4 giorni prima del gocciolato, una asportazione totale della covata. In alternativa, potete andarci il giorno dopo e a occhi freschi cercate quelle 2-3 regine che vi siete saltati.

FASE 2 :ATTESA SGABBIO E TRATTAMENTO

Una volta che le avete tutte ingabbiate, aspettate 24 giorni, rilasciate le regine e poi gocciolate la soluzione di acido ossalico e sciroppo con la siringa.

Importante: i melari vanno tolti qualche giorno prima del trattamento, altrimenti il trattamento non sarà affatto efficace.

Una cassa su 10 riceve 50 ml di soluzione e non deve mai superare i 60, altrimenti si rischia di danneggiare sia le operaie che la regina.

La soluzione va gocciolata nello spazio che intercorre tra 2 favi, c’è chi fa diversamente, ma non credo che sia meglio.

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FASE 3 : CHI RIDE ADESSO, EH VARROA?!

Dopo circa una settimanella dal gocciolato, sempre se avete unto i vassoi e sempre se le formiche non hanno imparato a pattinare, arriva la fase più bella del trattamento, come quando da piccoli bisognava aspettare che si asciugasse la vinavil sulla mano, per poi tirarla via.

Siamo alla resa dei conti ora, si sfilano i cassettini e si ammira la quantità di varroa morta!

Di solito non sono un tipo che gode delle disgrazie altrui, ma non c’è niente di più bello che estrarre i vassoi e vedere quelle dune lunghe di varroa collassate.

FASE 4: SEGUIRE LA RIPRESA DEGLI ALVEARI

ora le api sono libere dalla varroa, ma devono fare i conti con un gap nel cambio generazionale delle operarie, tra un paio di settimane, assisteremo ad un calo della popolazione degli alveari, seguito da una ripresa della covata che agli inizi tarda ad arrivare, fatto sta che tra poche settimane, le api saranno nuovamente al top.

Il mio consiglio è quello di monitorare le api durante la ripresa e di rifare a campione dei calcoli di tasso d’infestazione, anzi di rinfestazione. Perché non sempre i vostri vicini fanno le cose per benino.

Detto questo, buon trattamento a tutti

AnonimoApicoltore

13 thoughts on “BLOCCO DI COVATA, IL RE DEI TRATTAMENTI

  1. Ciao. Ho quasi sempre praticato il blocco di covata con ingabbiamento. Quest’anno però pensavo di fare l’asportazione totale della covata. L’obiettivo, infatti, è di raddoppiare le famiglie da invernare. Che ne pensi?
    Volevo poi chiederti perché non usi la gabbia cassian. Grazie

    1. ciao stavo valutando la bigabbia cassian, mi piaceva perchè si possono riutilizzare i vecchi telai prima di sciogliere, e gli escludi regina, che comunque se non sbaglio vanno tagliati a misura, in piu’ ci vogliono le cornici per creare lo spazio d’ape dove appoggiare gli escludiregina…te come ti sei trovato?

  2. Ciao sono della provincia di Rimini, ho solo quattro arnie e proprio sabato scorso (06/07), ho ingabbiato le regine.
    Vorrei sapere se quando le libererò, è meglio fare il gocciolato con la siringona o nebulizzare?
    Ho visto che parli di sciroppo…oltre a ossalico e acqua distillata cosa aggiungi?

    Grazie

        1. allora come da articolo e da prassi meglio quando sgabbi al 24° giorno prendi una siringa fai dello sciroppo come fai normalmente al 50% e metti acido ossalico al 7% quindi goccioli fra i favi, per meglio controllare prendi un foglio a4 lo cospargi di vasellina o olio di semi sul piatto dell’arnia e poi ti conti la varroa.

  3. Quindi fammi capire… quando toglierò le gabbiette, devo fare il gocciolato o nebulizzato. Nn sono esperto. Mi sono registrato perché finalmente qualcuno che parla chiaro😉😉

  4. Quest,anno vorrei provare a fare il blocco di covata ma dalle mie parti quel poco di raccolto che c’è lo si fa anche nel mese di luglio e parte di agosto.
    Se si blocca lasciando il melario non si intasa il nido di miele per la mancanza di covata con conseguente riduzione di miele nel melario??

    1. ciao,
      considera che in questo periodo, una famiglia in buone condizioni ha gia provveduto a formare un buon quantitativo di scorte nel nido; hai ragione quando affermi che intaseranno la parte di nido che si libererà, ma non penso tutto nei 24 giorni del blocco. Appena liberi la regina, in poco tempo portano tutto a melario, aspetta la prima deposizione ed entro 5 giorni tratta con ossalico.
      un saluto a tutti

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