Trattamento Ossalico Nebulizzato FORMULA 5X5


L’acido ossalico, viene usato sin dai primi anni d’infestazione dalla varroa in tutto il mondo, come alternativa alle molecole di sintesi.

In giro si trovano numerose ricerche e studi sull’acido ossalico, in soluzione acquosa, spruzzato direttamente sulle api.

L’acido ossalico nebulizzato con un erogatore a spray, della quale ho creato una versione migliorata per un uso più sereno, è paragonabile ad una sublimazione e può essere fatto con successo in estate a qualsiasi orario.

Prima di andare avanti con questo articolo, ci tengo a precisare che l’ossalico applicato in assenza di covata, ha sempre avuto un’efficacia superiore al 90% , senza lasciare residui di sintesi nel miele , nella cera e dentro le api.

L’assenza di covata è la parte più faticosa di questo trattamento. Abbiamo 3 alternative:

  • blocco di covata previo ingabbiamento o confinamento della regina (leggi qui l’articolo sul blocco di covata)
  • asportazione TOTALE della covata (leggi articolo asportazione covata)
  • orfanizzazione calcolata e successivo inserimento di cella reale

Sul blocco di covata, niente da ridire, rimane il trattamento contro la varroa per eccellenza, sopratutto in Italia, perché le temperature non sono quasi mai ideali per utilizzare l’acido formico, come fanno i nostri cugini del nord Europa.

Il problema del blocco di covata, è che non tutti gli anni abbiamo alveari che possono permettersi si saltare un ciclo di covata, anzi quasi 2, se pensiamo che le regine cominciano a covare decentemente a circa 30-35 giorni dall’ingabbiamento e dobbiamo aspettare il termine del ciclo per far nascere le prime nuove operaie. Inoltre, non tutti gli apicoltori hanno a che fare con grossi alveari per la produzione di miele, ci sono anche stagioni in cui si decide di fare tantissimi nuclei a fine stagione.

Fin’ora , la filosofia era questa, blocco di covata e ossalico per le casse grosse e strisce sintetiche ai piccoli nuclei, ma questa cosa, se si punta ad avere il minor tasso di residui nella cera, non è più praticabile.

Non sono mai stato un fan dei trattamenti ripetuti per l’intero ciclo di sviluppo della covata, ma se ci penso bene, in passato non sono stato fan di tante cose buone che faccio adesso, eppure ho avuto modo di ricredermi.

Ormai sono anni che vedo farlo ad altri, con successo , sia spruzzato che sublimato e molti apicoltori anziani, effettuano un ciclo ripetuto di ossalico, da prima che il blocco di covata è divenuto lo standard.

Sebbene ritengo che l’ossalico deve essere usato sempre in assenza di covata, sarebbe bene, per me e per i miei futuri progetti, rendere efficacie questo acido organico, anche in condizioni in cui non posso effettuare i blocchi, perché deleteri per l’alveare, es. estati molto siccitose, alveari non estremamente popolosi, nuclei di fecondazione, nuclei appena formati ecc ecc.

Ora passiamo al sodo, la pratica dei trattamenti ripetuti, ha tantissime varianti, ma sostanzialmente segue questa formula : 5X5

LA FORMULA 5X5

come dice la formula stessa, stiamo parlando di sublimare o nebulizzare 5 volte a distanza di 5 giorni, per coprire l’intero ciclo di sviluppo della covata di operaie ed eventuale covata da fuco.

In estate e con il caldo torrido, sconsiglio il sublimatore perché ci sono accorgimenti e differenze abissali dal come va fatto in inverno e come andrebbe fatto in estate. Per questo, ho scelto lo spruzzato, richiede più tempo ma ha alcuni vantaggi:

  • il risultato non varia in base a umidità, temperature dell’aria e ventilazione delle api
  • non richiede attrezzature costose

COME SI EFFETTUA UN TRATTAMENTO DI AO NEBULIZZATO:

varroa spruzzato ossalico
trattamento spruzzato varroa

È semplicissimo, si prepara una soluzione di acqua distillata e AO al 3% circa, 5-8 ml per facciata, per calcolarli, bisogna calibrare prima l’erogatore in modo che non spruzzi, ma nebulizzi finemente, e poi si spruzza dentro un misurino per tot volte e si fa la divisione per capire quanti ml eroga a spruzzata in quella modalità.

Sono da preferire gli erogatori classici e non quelli ad aria compressa perché dovreste lavorare poi sempre con il massimo della pressione e livello di prodotto all’interno per avere un risultato regolare.

Una volta capito quante spruzzate dare a facciata, ricordatevi che non dovete avere api bagnate, ma nebulizzate, con tante goccioline microscopiche di prodotto sulla loro superficie.

Per chi deve trattare parecchi alveari , ho apportato una piccola modifica che vi aiuterà.

EROGATORE MODIFICATO PER IL TRATTAMENTO NEBULIZZATO DI ACIDO OSSALICO:

Inizialmente avevo collegato la pistola dell’erogatore ad un tubicino che finiva in un boccione di soluzione, solo che facendo delle prove, ho notato che il sistema aveva un sistema per spurgare la soluzione in eccesso ad ogni erogazione, stiamo parlando di qualche goccia , ma comunque fastidiosa. Quindi ho forato il serbatoio dell’erogatore, fatto passare il tubo, collegato all’innesto della pistola e avendo l’accortezza di chiudere il dispositivo ruotando solo l’anello con la filettatura, sono riuscito lavorare in maniera più pulita.

perché non si fa il 5X5 con la soluzione gocciolata?

Le dosi per effettuare il trattamento gocciolato (quella con il siringone tra gli interfavi) sono studiate come trattamento unico previo blocco di covata e non per essere effettuate ripetutamente.

Le api tollerano molto bene le sublimazioni e le nebulizzazioni, mentre il gocciolato va fatto massimo una volta per generazione di operaie.

Le cosa che mi preoccupa , sostanzialmente , è la varroa che è già opercolata al primo trattamento, che teoricamente verrà uccisa al secondo e terzo giro, e quella che sta per entrare nella covata in fase di opercolatura prima dell’ultimo trattamento; a quella va aggiunto un 10% di varroa che su carta, sopravvive anche se avessimo trattato con blocco totale della covata.

Per il resto, sappiamo che alla varroa non interessano ne le uova ne le larve piccole e qui parte la mia teoria del tergicristallo.

TEORIA DEL TERGICRISTALLO

chi mi conosce, sa che credo nell’universalità delle api nelle vita quotidiana, a sua volta, anche una cosa che funziona nella vita quotidiana, potrebbe funzionare in apicoltura.

Osservando i tergicristallo, delle macchine moderne, in modalità pulizia vetri, notiamo che il ciclo di pulizia è composto da spruzzata + qualche mandata di spazzole e poi dopo un intervallo di tot secondi, un ultimo giro di spazzole, per tergere l’ultima acqua che ci cola davanti agli occhi.

Nel caso della varroa, ci sarà sempre qualcosa che riuscirà a riprodursi ed uscire

Riflettendo ho capito al volo che il trattamento con ossalico in presenza di covata, aveva questo problema di TIMING e che molto probabilmente, ci sarà sempre della varroa residua anche colpendo gli acari che escono dagli opercoli giorni dopo l’ultimo trattamento, una soluzione sarebbe

rifare un trattamento il giorno 10 e il 15 dopo l’ultimo trattamento del ciclo.

Ed ecco che si capisce perché è da preferire ingabbiare le regine per l’intero ciclo di covata.

CONCLUSIONI : QUANDO E PERCHÉ UTILIZZARE I TRATTAMENTI 5X5 ?

I cicli ripetuti di spruzzato o sublimato sono a parer mio, obsoleti in paragone ai classici blocchi di covata, ma come avete capito, non tutti gli anni abbiamo le condizioni per ingabbiare le regine o per fare le asportazioni di covata.

L’apicoltore deve avere padronanza delle varie tecniche, sopratutto per chi come me vuole avere il meno possibile a che fare con acaricidi di sintesi.

I trattamenti ripetuti di ossalico, sono molto dispendiosi di tempo e si fa prima ad ingabbiare le regine, un consiglio che posso dare è quello di ingabbiare gli apiari da produzione, con le casse più popolose e di effettuare i cicli di spruzzato ai nuclei di fecondazione o a quelli formati da poco.

I nuclei bene avviati, reggono molto bene i blocchi di covata e hanno quasi sempre un tasso di sopravvivenza delle regine più elevato delle casse da 10.

AnonimoApicoltore

6 thoughts on “Trattamento Ossalico Nebulizzato FORMULA 5X5

  1. tutto molto chiaro e anche ben spiegato io chiedevo un ulteriore cosa la soluzione della b-vital cioè la hiveclean lo conoscete E se sì a parte il costo piuttosto sostenuto va bene come prodotto Perché un mio conoscente ne adopera in grandi quantità Siccome è molto facile da adoperare essendo un hobbista non ho molte casse potrei adoperare questo senza fare tanti danni sia alle api che alla c’era che al miele volevo una risposta su questo Grazie

  2. Sono 3 anni che uso l’ossalico spruzzato, ho scelto questo metodo perchè non ho molti sciami, il trattamento 5×7 lo faccio nel giro di un mese, 2 cicli all’anno ossia inizio primavera (marzo) fine stagione ((settembre) devo dire che riesco a contenere bene l’acaro, uso l’ossalico puro in cristalli diluito in acqua distillata.

  3. Mi hai dato una ottima idea per evitare l’ingabbiamento che non volevo fare quest’anno per tutta una serie di motivi ( e sarei alla fine finito su acaricidi di sintesi…)

    Si… ma in tutto ciò si può partire con il trattamento o si può aspettare un’altro pochino?
    Ho ancora un mezzo melarietto da far riempire e vedo che ancora un po di importazione c’è… vorrei aspettare almeno un’altra 15ina di giorni…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Next Post

BLOCCO DI COVATA, IL RE DEI TRATTAMENTI

Mar Lug 2 , 2019
l blocco di covata con il successivo gocciolamento di acido ossalico, viene ancora chiamato erroneamente trattamento tampone, ma è un trattamento completo e distrugge + del 90% della varroa foretica, che al momento degli sblocchi delle regine è li, a farsi il segno della croce.
varroa trattamento antivarroa