APICOLTURA NELL’ERA DI INTERNET : LIBERO SCAMBIO COMMERCIALE E INFORMAZIONE GRATUITA


per molti anni, le aziende apistiche erano aziende che si tramandavano da generazioni. Non era semplice ottenere informazioni sulle tecniche apistiche come accade ora, nell’era dell’informazione, dove le informazioni preziose vengono somministrate alla popolazione gratuitamente.

Prima se volevi imparare qualcosa di serio sulle api, o dovevi far parte di una famiglia di apicoltori oppure dovevi andare a lavorare presso grosse realtà, possibilmente all’estero. Cosa che consiglio tuttora.

Infatti, le aziende storiche italiane, molte hanno fatto il balzo in avanti quando gli odierni titolari, ormai 65enni, si son confrontati ,da giovani ,con apicoltori francesi, spagnoli e tedeschi.

Forse, con l’avvento della varroa, ipotesi che azzardo ma che me ne prendo la totale responsabilità, si sono aperti i ponti verso il confronto tra apicoltori, scambiandosi consigli su come salvare le api e da li in poi i varchi degli scambi commerciali tra apicoltori di tutto il mondo , sono rimasti spalancati.

Da cosa nasce cosa e siamo arrivati ai tempi odierni, dove pure un pinco pallino qualsiasi, può fare scambi di genetica, trattamenti e materiali vari con tutto il mondo.

Con internet, teoricamente, riusciamo a farci arrivare api regine carpatiche dall’ ucraina, regine dall’ Argentina, Germania, Malta, Danimarca; ci sono colleghi che su alibaba.com si fanno arrivare l’amitraz puro al 100% in delle fialette dall’Asia, senza pensando che una fialetta di quella contiene la dose letale umana, potrebbero uccidere se stessi, avvelenare per sbaglio il cane o il postino.

Dopo alcune riflessioni, sono arrivato alla conclusione che per tornare a praticare un’apicoltura più sana, da tutti i punti di vista, dovremmo cominciare lentamente a smantellare questi ponti, rimanendo in allerta solo sulle innovazioni e scoperte veramente utili e farsi i bagni sociali con tutte le persone che non sono apicoltori, per sensibilizzarli sulla salvaguardia dell’ape e vendergli del miele ovviamente. Tanto, se ci pensate, di 400 apicoltori che potete avere nella vostra rete sociale, giusto con 1-2 vi trovate pienamente d’accordo, con gli altri è una reciproca tolleranza per eventuali favori o scambi commerciali.

In poche parole, non vi sto chiedendo di fare gli eremiti, ma di cercare di essere autosufficienti il più possibile. Alzarsi la mattina, fare il meglio che potete fare con le api, fare il meglio che potete fare fuori dagli apiari e leggere o trovare informazioni dove ritenete più opportuno, senza dover dipendere dai gruppi fb per cercare approvazione o conferma ad un dubbio o idea che vi è venuta in mente e che vorreste fare ma che poi non farete mai perché “pinco pallino ha detto…. “

COSA FARE QUINDI?

Dei miei appunti personali che compilo ormai da 15 anni, ho delle annotazioni che possono essere sintetizzate in questa lista. Sono regole radicali, ma fin quando le seguivo, non avevo nessuna rottura, e non dovevo svegliarmi la mattina per accontentare richieste dei colleghi, in miele, regine ecc ecc, mi limitavo a vendere il mio miele confezionato, coltivare le mie terre e leggere libri all’ombra del mio frutteto di varietà antiche.

Da quando esistono tutti questi social, sembra quasi che ogni tot ore bisogna render conto a qualcuno qualcosa che si fa. Io i social li uso prevalentemente per trovare nuovi clienti, ma non sto a fare psicoanalisi di gruppo con altri colleghi , tutto il giorno, mi sembra eccessivo.

Credo di usare intelligentemente e con giudizio, i potenti strumenti di internet: sono al pc, almeno la metà del tempo dell’utente medio di internet, l’unica differenza è che utilizzo questo potente mezzo per imparare veramente cose nuove e per lavorare meno.

Ho 2 siti commerciali, di cui uno totalmente automatizzato dove ricevo le richieste di preventivo già compilate, 3 canali youtube, di cui uno lo conoscete perché ci metto la faccia, questo sito, diversi design di magliette e felpe in circolazione, un account adsense dove ricevo le commissioni pubblicitare, uno di Amazon dove ricevo le percentuali di tutto quello che comprano i miei utenti, a volte capita su un link di un libro, di vedere che son stati acquistati dei vibratori , peccato non poter sapere chi li ha presi, altrimenti sai le risate.

Credo che internet sia sprecato per essere usato solamente ad uso ricreativo o sociale. Ci sono tanti modi con internet, di generare reddito e al contempo essere utili e farsi amici. Bisogna cominciare a considerare l’informazione data, come un bene comune, che fa bene sia a chi la riceve che a chi la da, senza dover forzatamente instaurare rapporti commerciali o avere la sensazione di svegliarsi la mattina per produrre il miele da dare agli altri apicoltori in secchi da 25 o alla cooperativa in fusti, stessa cosa per gli sciami.

Ormai internet mi sta permettendo di poter far a meno di queste cose, magari presto mi dedicherò solo alla vendita del mio miele confezionato, per il momento, continuo ad esplorare tutte le strade che mi danno risultati.

AnonimoApicoltore

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